Per raccogliere funghi occorre anzitutto seguire alcune regole comportamentali per rispettare il bosco e il suo ecosistema
Dopo avervi dato, nel numero di gennaio della nostra rubrica di micologia, i primi elementi di classificazione dei funghi, vediamo stavolta come ci si deve comportare quando li si va a raccogliere. Naturalmente si raccomanda di essere sempre accompagnati da persone esperte, che sappiano riconoscere i funghi commestibili.
Non abbandonate mai rifiuti nel bosco, per esempio: borse di nylon, bottiglie di vetro, lattine, plastica o simili, perché occorrono moltissimi anni perché questi materiali si decompongano. Ma soprattutto se trovate un fungo che pensate sia velenoso, non distruggetelo perché svolge lo stesso compito prezioso di quelli commestibili. In quanto all’equipaggiamento, è opportuno premunirsi di scarpe adatte (tipo trekking) o stivali, di un cesto areato (tipo vimini) peraltro previsto per legge, perché il fungo anche dopo essere stato raccolto continua a disperdere le spore, di un bastone per potere osservare meglio sotto la vegetazione fitta.
I funghi raccolti dovrebbero essere sempre integri per facilitarne il loro riconoscimento, soprattutto per alcune specie tossiche. Per esempio la famosa triade delle amanite mortali (solo per ingestione): la Amanita phalloides, Amanita verna, Amanita virosa, si presume che basti un grammo per ogni chilogrammo di peso corporeo per essere letali. I funghi, compresi quelli tossico-velenosi devono essere rispettati, perché fanno parte dell’ecosistema del bosco, hanno il grande compito della degradazione di sostanze organiche trasformandole in humus, per cui chi ama veramente la natura è chiamato a usare il massimo rispetto. Bisogna fare tesoro di questo consiglio e lasciare il bosco come lo si trova. Solo così negli anni successivi si troveranno ancora funghi, altrimenti pian piano il bosco perderà la sua funzionalità alterandone irrimediabilmente il suo equilibrio.
Walter Boscolo Buleghin
Presidente Associazione
Micologica di Chioggia








