Martedi, 7 Settembre 2010

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Nel mondo dell'ovale

CHIOGGIA - Una ventina di ragazzi dai nove ai dodici anni, più un’altra decina di più grandi. Sono questi i numeri che l’associazione sportiva dilentattistica “La Meta” ha raccolto in pochi mesi attorno ad un pallone ovale.

Tutto parte da un’intuizione di Alessandro Doria e Davide Sanchini, rispettivamente di 47 e 45 anni, e responsabili dell’associazione. L’educazione e lo sport. Un binomio che si riassume in un unica parola: rugby. Alessandro si divide tra l’ostello Domus Clugiae e la cooperativa sociale Opera Baldo. Davide, invece, è insegnante educazione fisica oltre che portare avanti altri progetti sportivi in scuole e palestre. Il sei novembre scorso segna il calcio di inizio per il rugby chioggiotto. All’Isola dell’Unione un folto gruppo di ragazzini inizia l’allenamento, sotto una fitta pioggia che simbolicamente benedice la loro avventura. La squadra ha avuto già la prima uscita pubblica, il 21 febbraio, all’Isola dell’Unione per un triangolare contro il Rugby Lido e il Cavarzere Rugby. Al termine del torneo, ecco il terzo tempo. Nel dopo partita si socializza e festeggia, indipendentemente dal risultato e dalle botte, date e prese, fino a qualche istante prima. Le opere parrocchiali di san Martino hanno accolto i ragazzi delle tre squadre e i loro genitori, per il classico momento di festa. A guidarli, come allenatori, ci sono Ivano Trapani, 25 anni, e Stefano Buonuomo, di 31, entrambi giocatori del Rugby Lido. È solo l’inizio. Intanto giocano un rugby più “facile” perché, data l’età, devono solo far meta. Per adesso non viene loro richiesta la trasformazione col calcio piazzato, la mischia o la touche. Questo fa si però che il gioco sia esclusivamente fisico, praticamente sempre con la palla a terra, un gioco di scontro. Facile capire perché chi fa rugby fin da piccolo abbia un fisico possente da grande. Lo sport della palla ovale, oltre ad essere molto duro e faticoso, ha nel suo dna alcuni elementi come il rispetto, l’amicizia e la lealtà che sono basi in cui si fonda il lavoro dell’associazione dilettantistica chioggiotta. Il rugby dal canto suo, grazie anche ai risultati mediatici della Nazionale, sta sfondando in territori dove tradizionalmente venivano disputati altri sport. L’associazione sportiva dilettantistica “La Meta” potrebbe in un futuro non troppo lontano diventare un bacino per società blasonate come Benetton Treviso, Petrarca Padova o Rovigo, o per restare nella nostra provincia, per il Casinò di Venezia, il Riviera Rugby, il San Donà o il Mirano che stanno ben figurando nei campionati nazionali del Super Ten e di Seria A. Società di questo livello sono sempre alla ricerca di giovani talenti “nostrani” per rimpolpare i loro settori giovani e per poi inserirli nella prima squadra. «Come Opera Baldo volevamo iniziare un’attività sportiva che puntasse all’educazione – spiega Alessandro Doria –, e il rugby è senz’altro lo sport migliore da questo punto di vista. Stimola le capacità potenziali e comportamenti sani, è liberatoria dal punto di vista psico-fisico e, nonostante il gioco sia duro, si rispettano le regole. Il rugbista deve essere coraggioso, generoso, altruista e sereno». Alessandro ha trovato sulla sua strada Davide ed insieme hanno iniziato questa avventura. I ragazzi sono stati trovati attraverso il Progetto Sport nella scuole medie e elementari. «Già nel 2003 avevamo intrapreso un primo tentativo di piantare il rugby a Chioggia, ma non ci eravamo riusciti – continua Alessandro –. Ora i numeri di partecipazione più consistenti ci rendono più ottimisti». «Noi ci crediamo – dice Alessandro Doria –, ci alleniamo due volte a settimana, sulla pista del campo dell’Isola dell’Unione, con qualunque condizione meteo. Ma è vero, ci servirebbe un posto più idoneo. Spogliatoi e un campo proprio non ci farebbero dispiacere, perché è sempre difficile condividere gli spazi con associazioni sportive che hanno esigenze molto diverse».