CHIOGGIA - Potremo definirlo un moderno Umberto Nobile, il William Peary italiano, o semplicemente un gitano del ventunesimo secolo che con la sua motocicletta compie imprese che molti di noi nemmeno sognano. È Simone Chieregato, motociclista ed esploratore di Chioggia che nel suo ultimo viaggio, nel maggio dello scorso anno, è riuscito a unire la sua voglia di scoperta all’impegno sociale.
Simone è nato a Chioggia nel 1970 e incomincia a viaggiare appena diciottenne, quando chiede un anticipo nella prestazione del servizio di leva in un’unità navale della Marina Militare. Da quel giorno non si è più fermato prima come camionista sulle strade dell’Europa dell’Est e poi come motociclista. Simone ha infatti visitato quasi 50 paesi in tre diversi continenti. Significativa la frase che Simone ha scelto per la homepage del suo sito (www.simonechieregato. com) che descrive nel migliore dei modi questo esploratore su due ruote: «Meglio non guardare dove si va che andare solo fino a dove si vede» del poeta e artista goriziano Carlo Michelstaeder. Nella sua ultima avventura, Simone ha accompagnato in moto Sandro, ragazzo diversamente abile, in un viaggio da Venezia fino al Circolo Polare Artico. «Abbiamo chiamato il viaggio “Adriartica” – spiega Simone – cioè dal mare Adriatico fino all’Artico, snodandosi attraverso le Repubbliche Baltiche, la Russia e l’estrema Penisola di Kola fino a Murmansk dove una volta c’era la base dei sottomarini dell’Unione Sovietica. L’idea è nata quasi per caso quando ci siamo a messi a discutere sulla possibilità di fare questo viaggio fino a Capo Nord». Così è iniziata la preparazione di questa avventura lunga 15 mila chilometri. «Il progetto non è stato semplice – prosegue Chieregato –, ci è costato un anno di lavoro. Molto del tempo è stato assorbito, per esempio, dalla pianificazione del soggiorno negli alberghi. “Adriartica” ci ha impegnati per 38 giorni e abbiamo vinto la nostra scommessa. Credo che i li-miti non esistono se non dentro di noi». Così i due, a bordo di una Can-Am, una speciale moto canadese a tre ruote, hanno iniziato questa avventura. «Il viaggio è stato spettacolare – commenta Simone Chieregato – ricco di bei momenti e di alcune difficoltà che abbiamo superato anche con l’aiuto della popolazione che ci ha dato una mano». Emblematico il ricordo di Simone Chieregato quando, assieme a degli estoni, ha dovuto costruire una passerella per caricare Sandro in barca. «Dovevamo attraversare un lago nella zona di Murmansk, ma da solo non riuscivo a fare le cose. Così ho chiesto ad alcuni estoni di darmi in una mano e in poco tempo abbiamo realizzato una passerella. In tutti i miei viaggi ho sempre trovato grande disponibilità e aiuto da parte di tutti». La particolarità è che il viaggio sarà trasmesso in venti puntate da tre canali della piattaforma digitale Sky. «Tutto il viaggio è stato ripreso – spiega Chieregato –. Siamo riusciti a confezionare venti puntate che saranno trasmesse da National Geographic Adventure, Marco Polo e Nuvolari. Io ho già visto tutte le puntate e devo dire che sono venute proprio bene». Questo viaggio ha stimolato Simone e Sandro, che adesso stanno studiando una nuova impresa mai realizzata da una persona diversamente abile in moto. «Vorremmo provare ad attraversare il deserto del Sahara da Ovest ad Est – conferma Simone – sarebbe la prima volta per un diversamente abile a bordo di una moto. Ci stiamo lavorando, se trovassimo degli aiuti economici, credo che potremo anche realizzarlo ». L’esploratore di Chioggia è stato protagonista di altre imprese questa volta in solitario. «Ho fatto un viaggio di 28 mila chilometri in Mongolia, percorrendo la Siberia da Ovest ad Est, il Deserto del Gobi, la Steppa del Kuban, nella penisola del Caucaso, attraverso Cecenia e Daghestahn. In questo viaggio mi sono perso per alcuni giorni fino a che non sono stato avvisato da un pastore della steppa. Sempre in solitaria ho compiuto il periplo del Mare Mediterraneo toccando i 17 paesi che vi si affacciano, attraversando i campi minati della Croazia, il Deserto del Sinai, e il Libano dove sono stato ospite dei combattenti Hezbollah per alcuni giorni».








