CHIOGGIA - Osare, credere, innovare. Potrebbe essere questo il motto del 2010 per Chioggia. La primavera è alle porte e non solo sul calendario. I presupposti per una nuova stagione di cambiamenti e (speriamo) migliorie per la città ci sono tutti.
Un lunga lista di investimenti e progetti potrebbe cambiare il volto di una dimensione che forse, oggi come oggi, comincia ad andar stretta ad una realtà territoriale vasta ed ambiziosa come quella lagunare. Chioggia, vista da fuori (ma anche da dentro), da sempre dà di sé l’immagine dello studente svogliato: grandi potenzialità per eccellere, puntualmente inespresse per pigrizia o per mancanza di grinta. Adagiarsi sulla sufficienza, vivere di rendita, rischia di essere un boomerang pericoloso. Come un calciatore lezioso, che si specchia nelle sue finte e nel suo repertorio tecnico (artistico) da incanto, che però stenta a lavorare per crescere e migliorare dove risulta ancora debole. Adesso qualcuno ha mangiato la foglia e ha capito che è il momento di “lavorare sui fondamentali”, per riprendere il parallelismo calcistico. Ben vengano quindi le opere e gli investimenti di chi su Chioggia ha deciso di puntare: i fratelli Ballarin e il loro progetto di una nuova darsena di cui presto vi racconteremo, Ivano Bielo e il suo ingente investimento per la riqualificazione di un’area balneare, completa di nuovo hotel e darsena sulla laguna, che a breve sarà completata in un’area tra le più belle e ricche di storia di Sottomarina. Ed è solo l’inizio. Un La per arrivare alle grandi opere pubbliche che stravolgeranno la quotidianità e il modus vivendi dei cittadini: su tutte, il nuovo Lungomare, la Romea commerciale e il nuovo ospedale. Voli pindarici, direte voi, visto che neanche il più ingenuo dei politici si azzarda a fare previsioni sui tempi. È il futuro, certo, anche se decisamente poco prossimo. Ma viaggiando sull’onda dell’entusiasmo tutto è permesso: in prospettiva si parte dalle “piccole” sfide dei privati nella speranza di vedere realizzate presto anche quelle più grandi. Il nostro compito di quest’anno sarà andare a caccia di queste storie, sfide che contribuiranno a cambiare le dinamiche della città. “I” come Il Dialogo, punto di riferimento nell’informazione d’approfondimento cittadina, dunque, ma anche “I” come innovazione. Il metro di confronto, come sempre, saranno i chioggiotti, con le loro impressioni, i loro commenti, le loro storie. Aspettiamo, dunque, e cediamo il passo alla nuova stagione che verrà.








