Domenica, 5 Settembre 2010

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Mandato rimandato

politica

CHIOGGIA - Non che nel centrodestra vadano d’amore e d’accordo. Ma la vicenda del Pd chioggiotto rischia di diventare un caso esemplare di autolesionismo intellettuale.

A dicembre leggo sui giornali che la cosiddetta corrente storica del Pd guidata dall’ex sindaco Fortunato Guarnieri e dall’ex presidente del Consiglio provinciale e già assessore comunale Mauro Boscolo Bisto sollevano delle perplessità sull’elezione di Pino Penzo a segretario locale dei democratici e su una possibile ricandidatura alle Regionali di Lucio Tiozzo. Lo leggo sui giornali – ripeto – perché a chi scrive nessuno ha telefonato per comunicare la notizia. Eppure giurerei di ricordare che collaboro con un quotidiano anch’io. Lucio Tiozzo se ne deve andare a casa, dice Guarnieri. No al terzo mandato. Avrà i suoi motivi per dirlo. La questione rischia di apparire come un classico pateracchio all’italiana. Gli ex margheritini confluiti nel Pd, di limite a due mandati non ne vogliono sentir parlare, perché quella regola se l’era data il Pds prima e i Ds poi. Affari loro. Pare, inoltre, che sia indigesta anche a qualche democratico ora seduto a palazzo Ferro-Fini e che non si chiama Lucio Tiozzo. Il risultato sarebbe che il tanto decantato nuovo partito avrebbe regole diverse per gli stessi esponenti in base al collegio elettorale. Ma non basta. Pino Penzo, eletto in una assemblea tumultuosa ma pur sempre governata dal coordinatore provinciale del partito Gabriele Scaramuzza, non va bene. Assemblea abbandonata, perché – ha spiegato Mauro Bisto ai miei colleghi concorrenti – «pretendevano anche la maggioranza in segreteria», il soggetto è Lucio Tiozzo e i suoi. Anche qui una peculiarità italiana. Alle primarie Bisto sostiene la mozione Bersani, che a Chioggia risulta minoritaria dalla consultazione popolare, ma reclama metà posti in segreteria. E poi il pezzo forte. «La gente è stanca della geriatria in politica», stigmatizza Bisto sulla Nuova del 2 gennaio. Poveri anziani, tirati in ballo in modo poco politically correct quando c’è da seminar zizzagna. Su questo versante il Pdl qualche passo in avanti lo ha pur fatto. Piaccia o no, Beniamino Capon prima e Nicola Pecchie sono sotto i 40 e Massimiliano Caenazzo addirittura sotto i 30 anni e hanno ruoli attivi nell’amministrazione provinciale e comunale. E se nel Pd si lancia un grido d’allarme per il ricambio generazionale, a me pare davvero anomalo che a urlare non siano stati i giovani militanti del partito, bensì Mauro Bisto che di anni ne ha 55. Coetaneo di Lucio Tiozzo, mese più mese meno. Mi pare pochetto per lavorare alla tanto invocata alternativa all’amministrazione di Romano Tiozzo. Insomma, è un po’ come se un Triceratops dicesse “dinosauro” a un Tyrannosaurus Rex. Questo è bipede, l’altro no. Uno è erbivoro e l’altro no. Forse litigano proprio per questo, mentre i voti scappano altrove.