CHIOGGIA - Palazzo Balbi chiama, Chioggia risponde. A pochi mesi dalle elezioni regionali il quadro dei candidati è ancora piuttosto sfocato. Il Pd sembra aver deciso di confermare per il terzo mandato consecutivo Lucio Tiozzo: non è ancora ufficiale, ma è quasi certo che sarà lui l’uomo del centrosinistra che dovrà rappresentare Chioggia. Per il PdL, invece, situazione decisamente più intricata.
Da una parte Carlo Alberto Tesserin, bandiera storica del centrodestra chioggiotto, dall’altra parte, Moreno Teso, l’alternativa “foresta”. Meglio un “partito” sicuro, rodato e radicato nel territorio o un esterno con un corposo bagaglio di consensi? L’ex An ha un importante bagaglio di voti, tale da far pensare a un clamoroso sorpasso nei confronti di un baluardo locale come Tesserin. A sponsorizzare la candidatura di Teso ci sarebbe almeno metà ala An del Popolo delle Libertà che ha reclutato anche l’ex forzista Massimo Aprile, negli ultimi tempi venuta a contrasto con l’asse Tesserin-Romano Tiozzo. E in effetti, i due volti del PdL mostrano una certa distanza anche nel modo di vedere la Chioggia del domani.
La cartina tornasole è il nuovo ospedale. Per Tesserin massimo appoggio alla proposta dell’amministrazione comunale di spostare a sei chilometri dal centro la sede dell’Ulss 14. «Bisogna decidere – spiega Tesserin – se si vuole un ospedale che sia per 50 mila abitanti o per 100 mila. Spostandolo a Sant’Anna, potremmo avere il vantaggio di catalizzare le utenza di Cavarzere e del Padovano. In caso contrario si rischia di fare la fine di Piove di Sacco: Chioggia verrebbe inglobata da Venezia come è successo all’ospedale padovano con il Sant’Antonio di Padova». Contrario allo spostamento, invece, il suo dirimpettaio di lista: «Prima si verifichi se c’è la possibilità di realizzarlo nella vecchia sede – ribatte Teso –, non dimentichiamo che Chioggia è anche una città turistica, un pronto soccorso a sei chilometri di distanza non avrebbe senso. Il punto, però, è un altro – continua il consigliere regionale –. Tra Veneto Orientale, Riviera del Brenta e Miranese e Chioggia, sono stati promessi tre nuovi ospedali per un totale di oltre un miliardo di euro. È impossibile pensare di mettere a bilancio tre opere del genere in un solo mandato, quella dell’ospedale unico è diventata una moda per procrastinare i problemi attuali».
Il pensiero di Teso, per una volta, sembra in linea con quello degli avversari di sempre. Dall’altra parte della barricata Lucio Tiozzo aggiunge che «non ha senso un ospedale così distante dalla città, sarebbe un disagio enorme per anziani e ammalati. Se il sindaco e Tesserin vogliono far costruire un nuovo ospedale del Delta, lo dicano». «Il Consiglio e la Giunta non hanno mai discusso e adottato negli ultimi anni un piano socio sanitario che deve rispondere a due domande molto semplici: come evolveranno i bisogni sanitari e come ci attrezzeremo per dare una risposta di qualità a tutti. Costruire ospedali nuovi senza avere presente questo criterio è sbagliato», gli fa eco il collega di partito Andrea Causin.
La politica sanitaria non è la sola a tener banco a Chioggia. L’Europa ha detto “no” alla pesca entro le tre miglia, una spada di Damocle che pende sulla testa di tremila famiglie di pescatori in tutto l’Alto Adriatico e che rischia di far estinguere tutta una tradizione culinaria legata a un certo tipo di pesce o di produrre un contraccolpo micidiale sui prezzi. Su questo frangente, la politica è pronta a far fronte comune per portare a casa delle deroghe permanenti, come già successo in Francia. Pd e PdL, infatti, procederanno a braccetto pur di ottenere soddisfazione alla richiesta di cambiare i parametri che, stando allo stato attuale, rischiano di portare a un disastro non solo economico, ma anche culturale. Il terzo tema caldo della rimane quello legato alle infrastrutture e alla viabilità, che a Chioggia fanno rima con Romea. Di questi tempi, Romea commerciale che, per tutti i quattro candidati in cerca di voti lagunari, dovrà essere completata entro la fine del prossimo mandato. «La Statale 309 – chiosa Tiozzo – deve diventare un corridoio per il turismo e per la residenza locale chiuso ai camion». Per Tesserin, la Romea commerciale costituirà una grande «chance di sviluppo», mentre per Teso «deve essere uno degli obiettivi inderogabili della prossima amministrazione». Frasi di circostanza o quasi: affermare il contrario a Chioggia equivarrebbe a un suicidio elettorale, bisogna essere franchi e dirlo. L’altro lato della medaglia però è la protesta della Riviera del Brenta: comitati e cittadini si stanno battendo con le unghie e con i denti per evitare la realizzazione della nuova autostrada che, a quanto pare, avrà il suo innesto a Roncoduro, tra Dolo e Mirano. «La Romea commerciale – cerca di mediare Causin - dovrà transitare vicino a Chioggia e dovrà avere un impatto accettabile per Riviera del Brenta e Miranese, territori già devastati dall’alta velocità ferroviaria e dal Passante».








