CHIOGGIA - “Ottobre Blu”, dice un primo bilancio della Camera di Commercio di Venezia presentato al termine della manifestazione, ha fatto registrare a Chioggia numeri da record. 70 mila presenze, tra visite alle navi, agli spazi espositivi con mostre di stampe e modellini, conferenze e concerti in Auditorium.
Un risultato importante soprattutto perché raggiunto fuori stagione. Se ne parla da tantissimo tempo. E forse una formula si è trovata. L’A.S.Po. sta già lavorando per preparare la seconda edizione. Ce lo spiega il direttore Oscar Nalesso.«La soddisfazione è tanta. Anche da parte della Marina Militare che ha trovato un’accoglienza calorosa a Chioggia. Il che ci spinge a lavorare già per l’edizione del 2010, per la quale cercheremo di far di tutto per avere in porto il “Vespucci”».
Direttore, che cosa è stato “Ottobre Blu” per Chioggia?
«Anzitutto una festa della Marina, con cui la città ha iniziato un sodalizio che speriamo duri nel tempo. Tutti gli eventi di “Ottobre Blu” sono stati molto seguiti e poi la curiosità di vedere e poter visitare il sommergibile “Todaro” o Nave “San Giusto” hanno avvicinato come mai era accaduto l’Isola Saloni al centro della città. Le banchine del vecchio scalo di Isola Saloni sono diventate così una specie di seconda piazza».
Una manifestazione che ha richiesto un grande impegno.
«Non è stato facile. L’idea di portare a Chioggia il “Todaro” risale al 2003, l’anno del suo varo. L’A.N.M.I. di Chioggia ci propose di portarlo a Chioggia per la consegna della Bandiera di Combattimento. Ma i fondali allora non lo permettevano. Abbiamo “osato l’inosabile”, come vuole il motto del comandante Salvatore Todaro. Un po’ di incoscienza e una buona dose di coraggio, ecco come abbiamo fatto».
I numeri, Lei ha detto, che vi hanno premiato sono da record.
«Tutta la città è stata premiata. Certo, se pensiamo che nella sola giornata di domenica 11, sono saliti a bordo del San Giusto più di 1.100 persone, capiamo che cosa una simile manifestazione possa muovere, anche in termini economici. Ma a noi piace pensare che la Marina ha portato qui soprattutto l’esempio di persone che fanno il proprio dovere, senza monetizzare ogni istante del loro lavoro. Lo si è visto nella grande disponibilità che gli equipaggi hanno mostrato per le visite a bordo».








