Martedi, 7 Settembre 2010

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Passione Sport

 

Non sono professionisti, ma si allenano, gareggiano, e regalano a Chioggia grandi soddisfazioni.
Sono i giovani protagonisti del 2009 targato sport tra conferme e incoraggianti sorprese

KAYAK
Età diverse, ma stessa passione. Vanni Bertotto, 49 anni, e Jacopo Penzo, 12. All’apparenza così diversi, se non altro per ragioni anagrafiche, ma in realtà così simili perché accomunati da qualcosa di grande: la passione per il kayak. Entrambi fanno parte dell’associazione “Canoa Kayak Chioggia”, composta da circa 90 atleti. Vanni pagaia da quando ha 32 anni, quando appese le scarpe da calciatore al chiodo. Del kayak, dice che mai nessuno sport come questo lo ha sentito suo. Nel suo kayak ci passa ore ed ore, senza stancarsi mai. Il giovane Jacopo pratica questo sport dall’età di 8 anni, quando iniziò a trascinare in questa passione anche il suo gruppo di amici. Un modo per dare alla disciplina una finalità non solo sportiva, ma anche umana. Nella passata stagione hanno ottenuto entrambi ottimi piazzamenti. Nel 2008 Vanni è stato consacrato vincitore nella gara regionale dei cinque chilometri e nella maratona di 16. Quest’anno ha ottenuto anche un quarto piazzamento assoluto nei campionati Italiani, oltre ad aver riaffermato il suo primato a livello regionale. Jacopo, giovane promessa del kayak veneto, nelle gare disputate è sempre riuscito a raggiungere il podio. Da segnalare il primo posto nei campionati regionali del 2008 e del 2009, disputati rispettivamente a Peschiera del Garda e a Chioggia. Dietro queste grandi performance ci sono duri allenamenti e molti sacrifici. Soprattutto d’inverno, quando tutto diventa più difficile. Nell’immediato futuro Jacopo parteciperà al meeting giovanile delle regioni che si terrà il 5 e 6 settembre. Per lui è in programma anche una gara a Caldonazzo, dove il giovane campione rappresenterà il Veneto. Il presidente dell’associazione, Doriano Nordio, spiega come «il contesto di Chioggia possa offrire ottime possibilità per questo splendido sport». Dal kayak, infine, appare tutto da una prospettiva diversa. Si scoprono angoli sconosciuti e nuovi incantevoli scenari che rendono Chioggia ancora più affascinante.

SCACCHI
Se non un re, di sicuro un pretendente al trono. Campione italiano a luglio, Federico Boscolo, 12 anni, terza media da affrontare quest’inverno, a settembre si giocherà gli Europei e a novembre i Mondiali in Turchia. Il Dialogo ha già parlato di lui nel numero di agosto dello scorso anno. E non aveva sbagliato a puntare su di lui. In questi giorni è a Fermo, nelle Marche, dove si gioca il titolo coi migliori d’Europa. Poi a novembre partirà per la Turchia, a cercare di mettere dietro i migliori al mondo. Appuntamento per il quale si sta allenando da tempo. In agosto, Federico ha visto poco la spiaggia. Sempre a casa, davanti al web a fare ricerche sugli avversari. Studia le loro mosse, le loro aperture. Federico, pur con i suoi dodici anni, ha già imparato a non lasciare nulla al caso. Eppure ha preso gli scacchi in mano relativamente tardi. Federico, infatti, gioca solo da tre anni, iniziato nelle prime mosse dal nonno Nadir. L’anno dopo si è iscritto al circolo scacchistico locale, vincendo subito il primo premio alla gara del circolo. Da lì, ad arrivare sul gradino più alto del podio nel campionato italiano, di tempo ne è passato davvero poco. Ma tutto investito tra i libri di scuola e le caselle della scacchiera.

CALCIO A 5
Il gruppo di amici è diventato squadra. Inizialmente era nato tutto come un gioco. Ma ora gli All Blacks rappresentano una delle maggiori realtà nel panorama del calcio a 5 veneto. In pochi anni hanno scalato le classifiche guadagnandosi un posto nel prossimo campionato di C1. Quello del calcio che conta. Ed è per questo che il presidente Giovanni Di Giovanni, 30 anni, ha deciso di dare un’impronta diversa alla squadra. La parola d’ordine dovrà, ora, essere serietà e costanza con il massimo rigore. Senza venir meno la forza del gruppo: elemento chiave per i successi passati. E questa forza è data dall’appartenenza alla maglia,che ogni giocatore sente propria. La rosa è infatti composta da soli atleti chioggiotti, come voluto dal presidente che mira a costruire una corazzata nostrana che, crescendo, possa in poco tempo sfidare squadra titolate. Verso questa direzione sono stati fatti acquisti importanti: dall’altra sponda della città, quella dei Lions, sono arrivati Davide Boscolo, Matteo Scarpa e Carlo Mazzagallo. Giovani davvero promettenti. Il mercato si è concluso con un grande colpo: Davide Penzo, fuoriclasse proveniente dal Verona, il cui arrivo fa sognare un po’ tutti. La rosa a disposizione è composta inoltre da: Riccardo Ballarin, Gianluca Marangon, Nick Bozzano, Paolo Aggio, Alessandro Penzo, Daniele Bacci, Sandro Bellemo, Devis Marangon, Filippo Frezzato, Marten Tiozzo, Saimon Robello, Marco Spinadin, Dario Zambon, Alberto Bergamasco, Alex Bellemo, Anurpap Furlan. A guidare il gruppo sarà Michele Frizziero , allenatore dei record. Anche se per ora l’obiettivo dichiarato è la salvezza, si punta a arrivare in pochi anni al traguardo storico della serie B. E poi chissà, con una squadra così è più che lecito sperare in una stagione imminente che supero ogni pronostico.

GINNASTICA RITMICA
Una di quella realtà belle, pulite eppure poco conosciute. È la ginnastica ritmica dell’associazione “Centro di formazione Danza e Ginnastica ritmica”, presieduta da Michele Menetto, che, nel 2009, ha partecipato al campionato di serie C, come squadra e alle varie gare di specilità, e replicherà quest’anno. Sono tutte ragazzine, alcune non ancora adolescenti. Angelica Tiozzo e Monica Vianello, le più grandi, che hanno 12 anni; Anna Agostini, Marta Vianelli Anna De Gobbi di 11 anni; Priscilla Pagan e Silvia Boscolo, 10 anni; Martina Zanetti, che di anni ne ha appena nove. Si allenano tre o quattro volte a settimana, per un totale di almeno dieci ore. Che superano le 15 nel caso ci si stia preparando per una gara. I genitori sono entusisti. Seguono sempre le figlie, aiutando l’associazione nell’accompagnamento alle gare in giro per tutta la penisola. Le ragazze sono seguite nella preparazione e negli allenamenti da Giulia Mazzaro, tecnico federale e giudice nazionale, che per due anni è stata istruttrice del Centro tecnico regionale, allenando le dodici miglior atlete venete. Ma a seguire le ragazze è anche Patrizia Aricò, volto noto in città nel mondo dello sport e dell’insegnamento dell’educazione fisica.

KICK BOXING
«La mia mamma tira i pugni più forte di tutti!». È quello che dirà di sua madre il piccolo Leonardo, venuto al mondo il 25 luglio scorso. La mamma è Gloria De Bei, 30 anni, centralinista alla Veritas e già due volte campionessa mondiale di kick boxing. Due volte sul tetto d’Europa e almeno una ventina di trofei nazionali sulla mensola del salotto. Solo nel 2008, ha varcato dieci volte i confini nazionali per partecipare alle gare. La specialità è il semi contact, categoria 55 chili, dove non conta la forza, perché non è contemplato il k.o. Conta solo la tecnica e la velocità, quando si va ai punti. Ora cercherà di salire ancora sul podio più alto del mondo. L’appuntamento è per novembre a Marsiglia. Gloria ha iniziato a sei anni, per gioco, seguendo lo orme del papà Doriano. A 15 anni si inizia a far sul serio e Gloria pensa di lasciar perdere. Ma conosce Nicola Traina, rodigino, che insegna kick boxing ad Adria. Gloria lo segue. Prima inizia ad allenarsi con lui ad Adria tutti i giorni, poi ci si fidanza. Arrivano a sposarsi e a fare un figlio: Leonardo. Data la gravidanza, non ha potuto partecipare a gare, ma si è allenata fino al settimo mese di gravidanza, e ha ripreso subito dopo il parto. Data l’assenza dalle gare, il team nazionale ha bisogno di una sua prova per decidere se portarla al mondiale. A settembre, quindi, si scontrerà con una collega. «Ma non ci saranno brutte sorprese», assicura il marito. Al mondiale ci andrà per vincere, ma le interessa «arrivare nelle prime quattro posizioni», che le permetterebbero di partecipare ai primi Giochi Asiatici. Appuntamento paragonabile alle olimpiadi delle arti marziali.

CALCIO
Alto un metro e sessanta per quarantaquattro chili di peso. Numero di scarpe 40 e i piedi buoni, ma ben attaccati per terra. È Alessandro Bellemo, quattordici anni, centrocampista centrale, e una passione per il calcio grande come i sogni di un adolescente. Alessandro inizia a giocare a calcio nel Borgo san Giovanni a sei anni. Dopo due anni, raggiunge il fratello Stefano, che gioca nel Chioggia Sottomarina. Dopo tre anni i provini col Padova, che lo ingaggia soltanto l’anno dopo. Ma lui non fantastica troppo. Alessandro continua ad impegnarsi anche a scuola. Per tre giorni a settimana, appena suonata la campanella, corre a casa a prendere il borsone e sale sul pulmino che lo porta a Padova per gli allenamenti. Poi a casa e la sera passata sui libri, per coltivare l’altra passione: la matematica. Riesce anche a calmare le paure della madre che teme i scarsi risultati nello studio. Alessandro, infatti, è uscito quest’anno dagli esami di terza media con un bel 9. Gli insegnanti gli suggeriscono di frequentare il Liceo, ma Alessandro sceglie il Cestari. «Il liceo sarebbe stato troppo impegnativo. Forse avrei fatto male sia lo studio, che lo sport. Meglio una cosa più semplice, dove posso però coltivare la matematica». Anche in questo caso come il fratello che si divide tra il calcio (Adriese, serie D) e gli studi economici a Ca’ Foscari. Da milanista doc, sogna di diventare come Andrea Pirlo. Il papà Bruno, capitano Actv, lo ha sempre appoggiato. La mamma Lorena ora teme un po’ meno. Lui intanto si prepara per una nuova stagione. Giocherà contro società del calibro dell’Udinese e cercherà di riconquistarsi la fascia di capitano, indossata due stagioni fa.

PALLANUOTO
Non sono ancora ufficialmente una squadra e non hanno ancora vinto niente. Ma raccontiamo di loro lo stesso. Sono tutte ragazze e stanno provando a metter su una squadra di pallanuoto. Si allenano due volte a settimana alla piscina Sirenella. Hanno già t-shirt e costume ufficiale. L’unica pecca, notevole, è l’assenza di una struttura adeguata agli allenamenti invernali e alle competizioni. Ma cercheranno a tutti i costi di allenarsi anche durante la stagione fredda, magari aprendo anche alla pallanuoto maschile. Sono Francesca Avanzi, 25 anni, studentessa; Sara Penzo, 24 anni, studentessa; Sara Boscolo, 22 anni, studentessa; Francesca Voltolina, 19 anni, studentessa; Angela Voltolina, 27 anni, addetta al controllo qualità della Pam; Alessia Penzo, 25 anni, impegata; Alice Boscolo, 17 anni, studentessa; Cristina Caldin, 26 anni, studentessa; Cristina Penzo, 27, fisioterapista; Giulia Zennaro, 19, studentessa; Irene Carraro, 20 anni, studentessa e Chiara Bozzolan, 22, studentessa, entrambe di Piove di Sacco. L’idea di una squadra femminile di pallanuoto femminile è venuta a Tommaso Mazzocco, che le segue negli allenamenti e nelle partite di preparazione contro un gruppo di amici maschi, data la mancanza di un’altra squadra femminile in zona. Inutile sottolineare che a vincere, quasi sempre, è il nostro “setterosa”.