Scossone politico in città: Giuseppe Casson e Riccardo Rossi mettono fine a “Chioggia Popolare” e passano all’Udc, che conquista anche l’ex socialista riformista Dario Fornaro. L’Udc mette in campo il tridente per far fronte alla crisi di risultati che avevano quasi affossato il partito, passato dai circa 2.100 delle Politiche del 2006, ai quasi 700 delle Comunali del 2007.
Eppure questo modulo, forse un po’ troppo sbilanciato in avanti, non è stato accolto inizialmente con favore dagli esponenti locali dell’Udc, specie dal capogruppo in Consiglio comunale Sandro Varagnolo, che a più riprese aveva minacciato di far le valige se «gli unti del Signore», con chiaro riferimento a Riccardo Rossi e Giuseppe Casson, avessero preso prima la tessera dell’Udc e poi le redini del partito e del gruppo consiliare. La tensione è sfociata nei primi giorni di gennaio, ma le manovre che hanno portato a termine l’operazione “tridente” sono tenacemente proseguite tra telefonate e trasferte a Roma. Lo stesso Giuseppe Casson, d’altronde, ha preferito non rispondere alle provocazioni di Varagnolo che temeva una «semplice somma aritmetica».
Il pericolo di una (ennesima) spaccatura in Udc, è stato scongiurato all’indomani dell’incontro a Roma, che Varagnolo ha avuto con Pier Ferdinando Casini. Con la formula della «pari dignità» garantita da Casini, s’era capito che qualcuno bussava dalla porta di sinistra, e che Varagnolo aveva il compito di aprirla a Chioggia. Casini, sabato 17, ha sancito la creazione, con gli ex socialdemocratici, di una nuova formazione politica nazionale chiamata “Costituente di centro”. Ma a livello regionale e locale l’Udc – ha garantito – rimarrà legato alla coalizione di centrodestra che, soprattutto a Chioggia, esce rafforzata a tutto vantaggio del sindaco Romano Tiozzo. Basteranno questi tre ricostituenti a risollevare le redini di un partito che da anni soffre di una crisi interna ben visibile anche per gli altalenanti risultati registrati nelle ultime consultazioni politiche?
Nel giro di un anno, dall’aprile del 2006 alle Amministrative del 2007, l’Udc ha perso circa 1400 voti: una netta crisi determinata da beghe interne che hanno visto il succedersi di ben tre segretari nel giro di un solo anno. Lecito domandarsi a questo punto che fine hanno fatto i voti che avevano fatto raggiungere nel 2006 il 7% in città all’Udc. La lista civica “Chioggia Popolare con Romano Tiozzo” ci ha messo sicuramente del suo, con una ottima calamita che ha attirato più di 1900 preferenze, provenienti soprattutto dal mondo cattolico. Gli uomini di punta di quella lista erano proprio Giuseppe Casson e Riccardo Rossi, che dopo aver messo fine alla lista civica, hanno deciso di entrare in Udc per celebrare «un matrimonio che non poteva non esserci, perché troppe ed evidenti sono le affinità elettive tra noi e l’Udc»; affinità e battaglie comuni affinché «l’identità e la storia del cattolicesimo democratico non venissero annullate». Un disegno politico ben chiaro: «In tempi non sospetti – ha spiegato Rossi a Casini –, abbiamo compreso che la fine dell’esperienza della Margherita in favore di un unico partito riformista (il Partito Democratico, NdR) sarebbe coincisa con la perdita dei valori cristiani». La visita di Casini ha fatto scoprire, inoltre, certi altarini che lasciano perplessi.
Dario Fornaro, consigliere comunale del Partito Socialista, ha fatto le valigie per schierarsi con la maggioranza di centrodestra, rafforzando, dunque, coloro che soltanto pochi mesi prima erano gli avversari in Consiglio. «Sin dal 2004 – ha motivato la scelta Fornaro –, sono stato un grande elettore dell’Udc e di Ugo Bergamo in particolare. Ritengo che questo passaggio a livello locale segni la strada per la creazione di un centro aggregativo di tutte le forze che si riconoscono in una democrazia di tipo parlamentare».
La cosa, però, non è stata digerita bene dalla Lega, in particolare dalla componente dei Cattolici Padani. Sandro Marangon, che siede in Consiglio comunale e ne è il portavoce, ricorda che «Fornaro aveva chiesto solo qualche mese prima l’istituzione del registro delle coppie di fatto anche a Chioggia». E si chiede: «Che si tratti di una conversione, invece che sulla via di Damasco, sul Corso del Popolo?».
Fatto il Centro, l’attenzione ora si sposta verso le Provinciali che si terranno sabato 6 e domenica 7 giugno. Proprio in questi giorni si stanno delineando le liste e le coalizioni. Numerose sono le incognite a livello locale e non sono da escludere nuovi ingressi, peraltro auspicati dallo stesso Casini a conclusione della sua trasferta clodiense. L’Udc è proprio uno di quei partiti visto con un occhio di riguardo da coloro che continuano a rimanere delusi. E anche se Sandro Varagnolo è stato chiaro nel sostenere che «l’Udc è il partito della coerenza e non della convenienza», troppi sono, in realtà, i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni proprio in seno all’Udc.
Sarà il tempo ad avvalorare l’affermazione di Varagnolo e di tutti coloro che credono come lui che Casini abbia indicato la «strada maestra» per la creazione della Costituente di centro.








