Giovedi, 9 Settembre 2010

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Chioggia litiga, la regione decide

WF-PO-20081125
CHIOGGIA - Mentre Lega e sindaco continuavano il loro braccio di ferro sul licenziamento di Massimiliano Malaspina da assessore al Turismo, la politica regionale ha deciso due volte per la città. L'Asl 14, di fatto, è un ricordo del passato, ma un emendamento del gruppo del Pd in Consiglio regionale ha imposto che lo scioglimento dell'Asl a scavalco tra Piove e Chioggia sia subordinato alla formulazione delle nuove schede ospedaliere. E poi: nove dei dieci milioni per completare la messa a noma del depuratore di Padova di Ca' Nordio sono stati dirottati su altri impianti su decisione della Giunta guidata da Giancarlo Galan. La prospettiva, a questo punto, è chiara: balneazione a rischio anche per la prossima estate. Lucio Tiozzo, che succede in Regione? Dove sono i dieci milioni che dovevano salvare la balneazione?
«La Commissione ambiente li ha dirottati su impianti di piccoli paesi con la scusa di dare priorità ai progetti immediatamente cantierabili. Ecco, mentre a Chioggia andava in scena il teatrino della politica, gli amici politici del sindaco Tiozzo fanno questo regalo alla città e lui non dice nulla».
Quei dieci milioni erano frutto di una vostra battaglia politica, del gruppo del Pd.
«Avevo chiesto già nell'estate del 2007 ben 20 milioni per completare il depuratore di Padova, consapevole che ne sarebbero stati messi a bilancio la metà. Ma era l'inizio. La seconda parte della nostra manovra, sarebbe consistita nel chiederne, per il prossimo anno, altri dieci. Ora invece l'assessore Conta ne ha accantonato uno di milione: vuol dire ripartire da zero».
Meglio sul fronte sanità, invece.
«Nel progetto di Legge approvato il 24 novembre è stato accolto un nostro emendamento che subordina la separazione dell'Asl 14 all'approvazione delle nuove schede ospedaliere».
Che cosa vuol dire?
«Significa che i servizi per acuti e quelli a scavalco vengono non solo mantenuti, ma implementati. E che la qualifica dell'ospedale di Chioggia viene salvaguardata fino a quando non vedremo il nuovo ospedale promesso da Galan. Nel frattempo non abbasseremo la guardia».
Carlo Alberto Tesserin sostiene che la questione delle schede ospedaliere è secondaria: prima il nuovo ospedale e poi le schede per capire che cosa metterci dentro.
«Mi pare solo un modo per rimandare ancora la soluzione del destino del nostro ospedale. Da Galan abbiamo sentito solo promesse finora».