Giovedi, 9 Settembre 2010

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Rivincita a Genova

WF-PER-20081107
GENOVA - Qualcuno a Chioggia ricorderà il suo nome, con cui firmava i suoi primi articoli nelle pagine di cronaca locale de La Nuova Venezia, ma tanti ora la conoscono per la sua brillante conduzione del telegiornale di Primocanale, un'emittente privata ligure. Nata a Chioggia 35 anni fa, inizia la sua carriera con la carta stampata, che sostituisce ai suoi studi di psicologia, ma nel 2001 si trasferisce in Liguria, «per ragioni personali» che non ci spiega, lei che solitamente «non risponde alle domande ma le fa». Lì TeleNord, altra televisione privata, le offre subito e inaspettatamente un contratto regolare, e così avviene il suo passaggio dalla carta stampata al piccolo schermo. Lei è Anna Chieregato
, giornalista professionista partita dalla provincia, che ci racconta la sua storia, fatta di meriti personali, testardaggine, e «tutta una serie di circostanze fortunate» che l'hanno portata a diventare un vero e proprio fenomeno di costume a Genova, sua città d'elezione.
Anna, spiegaci come hai iniziato.
«Scrivevo per La Nuova Venezia, e prima di diventare professionista, ho dovuto fare la mia battaglia. Sono stata la seconda in Veneto, a ottenere il riconoscimento del mio praticantato d'ufficio. L'Ordine dei giornalisti del Veneto me lo ha negato, così mi sono dovuta rivolgere all’Ordine Nazionale. La mia redazione non poteva assumermi come praticante, sebbene avessi tutte le competenze e le carte in regola. Il riconoscimento, l’ho ottenuto per incaponimento, quando già stavo lavorando a Genova per TeleNord».
Poi hai provato a ritornare, cos'è successo?
«Sì, ho cercato di tornare nella mia città, ma mi sono sentita scoraggiata. Ero disposta ad accettare anche solo una collaborazione nella carta stampata, a tornare indietro pure come condizioni lavorative, ma non mi si è più presentata la possibilità. E prima di partire nuovamente per Genova, ho passato un periodo di svernamento, in cui lavoravo a distanza per una casa editrice».
Tornata a Genova, approdi a Primocanale, ed è subito un successo. Come te lo spieghi?
«Sicuramente con una serie di fortunate coincidenze: la televisione privata per cui lavoro è molto seguita; ci sono due squadre di calcio in Liguria, Genoa e Sampdoria, che giocano in serie A, e qui per il calcio sono proprio matti. E poi non ci sono pubblicità, televendite. Tra un programma sportivo e l’altro, gli spettatori sanno di trovare un buon telegiornale; inoltre sono molti gli anziani che ci seguono, a cui sono dedicati dei programmi, per cui ci preferiscono magari rispetto alle tv nazionali, che sentono meno vicine». (Certo che se poi a condurre il tg c’è una bella bionda... NdA).
Tu fai notizia in tutti i sensi: non solo sei seguitissima sul piccolo schermo, ma hai schiere di fan che hanno aperto dei forum sul Web dedicati a te. Segno che a Genova ti trovi bene.
«Sinceramente, penso che la Liguria sia molto simile al Veneto. Anche qui le persone sono molto chiuse, acri; ma quando riesci a entrare nei loro cuori, possono nascere belle amicizie. Ovviamente ce l’hanno sempre a morte con noi per la storia della guerra del sale!».
E adesso a cosa punti?
«Sebbene dicano che di televisione ci si ammali, io tornerei anche alla carta stampata. Se la tv è più creativa, scrivere resta sempre più personale».